
La norma NF C 15-100 suddivide il bagno in volumi di protezione numerati da 0 a 2 (più uno fuori volume), ciascuno imponendo vincoli rigorosi sul tipo di apparecchiature autorizzate e sul loro indice di protezione. Qualsiasi intervento sul circuito elettrico di una stanza da bagno richiede una lettura precisa di queste prescrizioni, inclusi i lavori di ristrutturazione parziale che, nella pratica, comportano spesso una revisione del quadro elettrico.
Calcolo dei volumi elettrici: la trappola delle porte e finestre aperte
Un punto che la maggior parte delle guide omette riguarda la posizione degli apribili nel calcolo dei volumi. La regola impone di considerare porte e finestre come aperte durante la determinazione delle zone di protezione. Un interruttore installato nel corridoio, proprio accanto al telaio, può quindi trovarsi in volume 1 o 2 non appena la porta è in posizione aperta.
Leggi anche : Come trovare facilmente il tuo numero CPF: metodi semplici e consigli pratici
Questa sottigliezza ha conseguenze dirette sull’installazione dei comandi di illuminazione e delle prese nelle immediate vicinanze dell’ingresso del bagno. Osserviamo regolarmente installazioni in cui l’interruttore principale risulta tecnicamente non conforme una volta considerata la porta a battente. La soluzione più affidabile rimane quella di posizionare ogni comando a una distanza sufficiente dall’apertura, o di optare per una porta scorrevole che non modifichi l’involucro dei volumi.
Per approfondire gli obblighi legati alla sicurezza elettrica nel bagno, è importante tenere a mente che il calcolo avviene in tre dimensioni: la proiezione orizzontale dal bordo della vasca o del piatto doccia, combinata con un’altezza di riferimento che varia a seconda della configurazione (doccia a filo pavimento, piatto doccia rialzato, vasca).
Leggi anche : Come scegliere una pergola in legno Brico Dépôt: modelli, consigli e suggerimenti pratici

Indici IPX e TBTS: quali apparecchi in quale volume
Il volume 0 (interno del piatto o della vasca) accetta solo materiale alimentato in TBTS 12 V con un indice IPX7. Il volume 1, che si estende sopra il piatto fino a un certo altezza, consente gli apparecchi TBTS 12 V a condizione che siano classificati IPX5. Raccomandiamo di non posizionare mai una scatola di connessione, anche se protetta, in questo volume.
Il volume 2 amplia le possibilità. I corpi illuminanti di classe II con indice IPX4 sono ammessi, così come alcuni apparecchi di riscaldamento di classe II. Gli interruttori TBTS 12 V classificati IPX4 possono anche essere installati qui. Oltre il volume 2 (fuori volume), le regole si allineano a quelle del resto dell’abitazione, con un’eccezione: il differenziale 30 mA rimane obbligatorio su tutti i circuiti che alimentano la stanza da bagno.
- Volume 0: solo TBTS 12 V, indice IPX7 minimo, nessun apparecchio di connessione
- Volume 1: TBTS 12 V, indice IPX5, interruttore TBTS IPX5 autorizzato tra 90 e 130 cm di altezza
- Volume 2: corpi illuminanti classe II IPX4, interruttori TBTS 12 V IPX4, prese da raso alimentate da trasformatore di separazione
- Fuori volume: apparecchiature standard autorizzate, protezione differenziale 30 mA obbligatoria sul circuito
Ristrutturazione del quadro elettrico: il cantiere nascosto della messa a norma
Mettere a norma un bagno non si limita a spostare una presa o cambiare un corpo illuminante. Nella maggior parte degli edifici antichi, il quadro elettrico non dispone di un differenziale 30 mA dedicato al circuito della stanza da bagno. L’aggiunta o la sostituzione del differenziale 30 mA è spesso il punto più sottovalutato di una ristrutturazione del bagno.
La riorganizzazione dei circuiti può comportare la separazione della linea che alimenta il scaldabagno da quella delle prese e dell’illuminazione. Un scaldabagno elettrico installato in volume 1 deve essere di tipo protetto contro le proiezioni d’acqua e collegato a un circuito dedicato con il proprio interruttore di protezione. In volume 2, i vincoli sono leggermente allentati, ma il circuito dedicato rimane obbligatorio.
Raccomandiamo di approfittare di ogni ristrutturazione del bagno per effettuare una diagnosi completa del quadro. Un elettricista qualificato verificherà la sezione dei conduttori, la presenza della messa a terra equipotenziale locale (che collega tutte le masse metalliche della stanza al conduttore di protezione) e la conformità globale dello schema.

Messa a terra equipotenziale locale: il filo invisibile che protegge
La messa a terra equipotenziale locale (LEL) è un obbligo spesso trascurato durante i lavori di ristrutturazione. Consiste nel collegare tra loro, tramite un conduttore in rame di sezione minima adeguata, tutti gli elementi conduttori del bagno: tubazioni dell’acqua calda e fredda, scarichi metallici, infissi metallici, corpo della vasca (se è in metallo o materiale conduttore), piatto doccia metallico e griglia di ventilazione.
L’obiettivo è impedire qualsiasi differenza di potenziale tra due elementi che l’utente potrebbe toccare simultaneamente. Senze LEL, un difetto di isolamento su un apparecchio può creare un potenziale pericoloso tra il rubinetto e una tubazione, anche se il differenziale funziona correttamente.
- La LEL deve essere collegata al terminale di terra del quadro, non semplicemente anellata su se stessa
- Le tubazioni in PER o multistrato con raccordi a pressare non esentano dalla LEL se sono presenti altri elementi metallici
- Il conduttore della LEL non deve mai essere interrotto da un dispositivo di interruzione (interruttore, fusibile)
Durante un controllo di conformità, l’assenza di messa a terra equipotenziale locale è uno dei difetti più frequentemente riscontrati. La sua installazione rappresenta un costo modesto rispetto alla protezione che offre, e condiziona la validità dell’intero impianto elettrico della stanza da bagno.